La Musica, un tema senza fine…

Datemi una leva e vi solleverò il mondo. Così recitava il geniale paradosso di Archimede, destinato però a rimanere tale perché nessuno potrà mai trovare una leva di tali dimensioni. Chi ama la musica, e non ho ancora conosciuto essere umano che non ne sia capace, sa, invece, che potrebbe bastare una nota per cambiare il mondo intorno a noi.

E dunque, chi ama la musica potrà sempre dire: - Dateci un LA e noi vi solleveremo il mondo! -

Milioni di anni fa, quando l’uomo non era ancora apparso sul pianeta, già esistevano le voci della natura che riempivano l’aria con i loro suoni dai timbri diversi. La musica, dunque, l’eterna musica della natura, accompagnava il tempo. Poi apparve l’uomo, e la sua unica forza fin dai primordi fu la capacità di comprendere l’ordine del mondo in cui viveva e di fabbricarsi gli strumenti per prendere il sopravvento sulle forze ostili che lo governavano. Poi modellò la voce, imitando il grido degli animali per carpirne i loro segreti, per attirarli nei propri tranelli, per cibarsene, per sopravvivere. E mentre studiava il ritmo delle stagioni, mentre scrutava le leggi della natura, nacque spontaneamente un suo linguaggio musicale. Era il ritmo che accompagnava le sue mani, i piedi o le pietre che furono i suoi primi utensili.

E prima che nascesse il canto furono solamente brevi sillabe gutturali, grida inarticolate, ma già espressione di sentimento. Dalle conchiglie marine, dalle corna degli animali, dalle canne, dai rami, contemporaneamente ad archi, frecce, lance, creò strumenti musicali. La musica, la sua musica, era già dentro di lui, e l’avrebbe accompagnato per sempre.

La musica esisteva, sulla terra, ben prima che l’Uomo vi apparisse, era nel canto degli uccelli, nei pianissimi del fruscio delle foglie, nel ritmo dei corsi fluviali, negli improvvisi fortissimi dei tuoni. È stato in qualche modo l’Uomo a doversene appropriare, per sopravvivere, come nel caso dell’imitazione del verso degli animali, per dormire, per amare. Senza la musica, e senza comprendere il profondo nesso tra musica e universo, i nostri giorni sul pianeta sarebbero tristi, oltre che contati. Perciò nel nostro festival desideriamo dare un grande impulso alle carriere dei più giovani, facilitandone l’accesso al palcoscenico, per farsi che “lo spettacolo continui”, per sempre, e rendere il contributo dei grandi interpreti contemporanei più accessibile da parte del grande pubblico.

Salsomaggiore Terme, 17 giugno 2017.

Carlo D’Alessandro Caprice, Direttore Artistico